sabato 11 luglio 2015

Pensieri di una vegetariana


Essere umani significa tante cose, tra cui percepire l’ambiente. Se la sensibilità è una caratteristica della natura, allora gli animali sono senzienti e diversi gli uni dagli altri.

Io sono vegetariana, gli animali mi sono simpatici. Comunque, alla base della mia scelta c’è un fondamento etico. Ora, se dovessi applicare questo principio alla natura, sbaglierei, perché il mondo animale non è regolato in base a dei principi etici. Invece, il nostro mondo, quello degli umani, è pervaso da norme di comportamento. Eppure questo mondo è brutto, stonato, non in armonia, è così, non sempre, ma a volte. Tanto più ci impegniamo a dare un valore, un senso alle nostre azioni, quanto più combiniamo dei pasticci.
Gli animali respirano da un grande polmone. Io immagino un enorme congegno che emana energia. Essi sentono la vita che c’è, finchè ce n’è. Gli animali hanno il sentimento della vita e lo manifestano senza mediazioni linguistiche attraverso il canto, il piumaggio, lo scodinzolio. Il sentimento umano per la vita è denso di contraddizioni: amore, gioia, inquietudine, tristezza.
Essere vegetariani significa amare gli animali, ma anche stare nel mondo civile degli umani, dove per civiltà si intendono non solo le buone maniere, cioè le convenzioni. Allora che cosa significa appartenere alla specie umana, dove ogni individuo è diverso dall’altro e il bene, il male, cosa sono? L’amore, la gioia, l’inquietudine, la tristezza, che ne facciamo dei giganti che sono in noi?.

Perciò, il dilemma è solo nostro, esseri senzienti, dotati di ragione.