domenica 26 ottobre 2014

Ghirigori nel tempo

I giovani da che mondo è mondo fanno le rivoluzioni. Gli studenti ci riescono meglio, non hanno scambiato la dignità con il riempimento del frigo e non sono soggiogati dal sistema. I giovani mettono in discussione le regole sociali, sono vaccinati contro la rassegnazione e vedono il mondo quale dovrebbe essere e non è. Non tollerano compromessi, non accettano l’ipocrisia degli adulti. I giovani cinici, però, sono uno strazio, più noiosi degli adulti cinici. Alcuni hanno paura e si lasciano disinnescare anzitempo. Forse, l’indifferenza è una difesa dall’incertezza del futuro. Era tanto rivoluzionaria la generazione nata nel dopoguerra, cui piace molto la guerra, da sviluppare un autentico atteggiamento predatorio nei confronti di chi vuole un vero cambiamento. A quella generazione la rivoluzione non è riuscita. Dice: ‘Sul piatto non ci si mettono gli ideali’, va bene, ma non è questo il punto, è che per riempirlo il piatto conoscono solo un modo, quello di appropriarsi con la prevaricazione dei vantaggi e dei beni (altrui). Dunque, può essere che, dopo aver accettato un impiego in banca e mandato al diavolo gli ideali di libertà, uguaglianza, pace e giustizia, da controcultura che erano, siano diventati la cultura dominante e guai a spodestarli. Può essere che sia andata così, ma mica è colpa loro. I sistemi sono creati dagli individui, si può stordire e scoraggiare un’intera generazione, far morire le persone a vent’anni o ignorare i nobili ideali. Tutto ciò si può fare, se la gente lo permette. È ignobile distruggere i sogni delle persone, ma è indegno accettare che te li distruggano.
Evidentemente, queste idee non sono originali. Da qualche settimana è uscito nelle sale cinematografiche il film: ‘Il giovane favoloso’ di Mario Martone, che racconta la vita di Leopardi interpretato da Elio Germano. Il film parla del presente, oltre che del passato. Leopardi è un giovane irrequieto e ribelle, che ama la vita e l’età più felice della vita, cioè la gioventù. È giovane, insomma. Alla fine del film sai che quel personaggio vivrà in te, per sempre. Il giovane Leopardi critica l’ideologia del progresso, in cui ciascun individuo, omologato al tutto, dovrebbe avere la razione di felicità quotidiana a scapito dei suoi simili e dei propri ideali. ‘Una massa felice, composta da individui infelici’, è la critica ironica con cui risponde ai suoi detrattori. Nell’illusione del progresso inarrestabile la felicità è un’illusione. La felicità è conservare uno sguardo pulito, lo sguardo dei bambini che hanno un’età compresa da 0 a 3 anni. Il futuro c’è, se c’è il presente e nel presente è ancora possibile accettare l’idea del progresso che ha bisogno di conquiste, di sfruttare illimitatamente le risorse, tra cui la forza lavoro e le culture altre?
Gli esseri umani fanno tante cose belle, spesso per apparire migliori di come sono. Ma il bello che convince è che si può cogliere ancora, per brevi istanti, quel riflesso quasi insostenibile dell’infinito indefinibile. Tra i tanti desideri illimitati con cui dovremmo confrontarci, il più grande rimane quello di convivere con il fatto di essere vivi. Rinsaviti dall’immensità, se agissimo d’istinto, dovremmo catturarla. Trasportati dal sentimento la liberiamo nell’istante, come una farfalla, in un’espressione tutta personale. E se fossimo ghirigori nel tempo? Scarabocchi perfettibili per nostra responsabilità…

Manuela Grillo Spina.


domenica 5 ottobre 2014

Volontariato intellettuale

Ehilà, per chi esce dalla condizione di disoccupazione è prevista una sostituzione?.
La riserva degli sfruttabili va rimpolpata, in vista di un’ulteriore espansione del ciclo produttivo. Se la disoccupazione è un difetto cronico del sistema, allora le riforme non servono. Flessibilità e solidarietà prima di tutto. Dunque è meglio mettersi d’accordo e darsi il cambio ogni tanto.

Mentre si aspettano segnali di ripresa dal mondo del lavoro, propongo il volontariato intellettuale, da non confondere con l’auto-sfruttamento. Tanto si deve campare, giusto? Fare la spesa, pagare le bollette e via dicendo. Come è noto, l’azienda erogatrice di energia elettrica, di gas e i gestori telefonici vogliono del denaro per i servizi offerti, così come gli esercenti in cambio della spesa. E, allora, tanto vale cimentarsi nel mondo del lavoro e fare ciò che si può con quello che si ha. Sì, ecco, tanto per mettere a frutto quelle due o tre cose di cui siamo a conoscenza. Teoricamente, l’impresa personale non presenta svantaggi, tranne uno e cioè che, per il lavoro svolto, non si percepisce una ricompensa. Questa cosa non è un dettaglio, ma è sempre meglio che far ammuffire il cervello. Inoltre, c’è da considerare che l’esclusione prolungata dal mercato del lavoro e dai percorsi formativi compromette l’inclusione nel futuro. Certo, occorre valutare le situazioni, non è che puoi andare da un tizio o da una tizia visibilmente litigiosi e dirgli: ‘Guardate, state mettendo in atto un comportamento competitivo e usate la prevaricazione per il raggiungimento del successo personale, vi consiglio di desistere’. Oppure, di sabato, quando corrono tutti come pazzi, per fare la spesa sulle due ruote, mettersi a cantare: ‘Don’t worry, be happy’, cioè come a dire: ‘Che correte a fare?’. Se percepisci che qualcuno tende a fare il bello e il cattivo tempo, potresti almeno ricordarti di Gene Kelly, che cantava sotto la pioggia. L’economista potrebbe fermarsi desolato/a davanti agli scaffali del supermarket, costretto/a ad ammirare prodotti senza identità, l’esperto di comunicazione girare la testa verso i cartelloni pubblicitari e leggerli con il frasario della politica. Borbottanti, sia l’una che l’altro. I filtri valgono solo per il discorsi da bar. Ecco, là ci vorrebbe il sociologo/a, per poter individuare alcune forme di disagio collettivo e paura, miste a tentativi quasi sempre frustrati di andare verso l’altro. A quanto pare i dentisti avrebbero un gran da fare. Sì, sì, ce n’è un po’ per tutti. Non ti pagano, per questo è ‘volontariato intellettuale’ e/o esserci in tempi difficili. Il fracasso non lo fa la prima parola, ma la seconda. Per informazioni sul volontariato intellettuale, sponsorizzato e regolamentato da alcuni istituti scolastici, vedi sul web.     

Manuela Grillo Spina.