I giovani da che mondo è mondo
fanno le rivoluzioni. Gli studenti ci riescono meglio, non hanno scambiato la
dignità con il riempimento del frigo e non sono soggiogati dal sistema. I
giovani mettono in discussione le regole sociali, sono vaccinati contro la
rassegnazione e vedono il mondo quale dovrebbe essere e non è. Non tollerano
compromessi, non accettano l’ipocrisia degli adulti. I giovani cinici, però, sono
uno strazio, più noiosi degli adulti cinici. Alcuni hanno paura e si lasciano
disinnescare anzitempo. Forse, l’indifferenza è una difesa dall’incertezza del
futuro. Era tanto rivoluzionaria la generazione nata nel dopoguerra, cui piace
molto la guerra, da sviluppare un autentico atteggiamento predatorio nei
confronti di chi vuole un vero cambiamento. A quella generazione la rivoluzione
non è riuscita. Dice: ‘Sul piatto non ci si mettono gli ideali’, va bene, ma
non è questo il punto, è che per riempirlo il piatto conoscono solo un modo,
quello di appropriarsi con la prevaricazione dei vantaggi e dei beni (altrui). Dunque,
può essere che, dopo aver accettato un impiego in banca e mandato al diavolo
gli ideali di libertà, uguaglianza, pace e giustizia, da controcultura che
erano, siano diventati la cultura dominante e guai a spodestarli. Può essere
che sia andata così, ma mica è colpa loro. I sistemi sono creati dagli
individui, si può stordire e scoraggiare un’intera generazione, far morire le
persone a vent’anni o ignorare i nobili ideali. Tutto ciò si può fare, se la
gente lo permette. È ignobile distruggere i sogni delle persone, ma è indegno
accettare che te li distruggano.
Evidentemente, queste idee non
sono originali. Da qualche settimana è uscito nelle sale cinematografiche il
film: ‘Il giovane favoloso’ di Mario Martone, che racconta la vita di Leopardi
interpretato da Elio Germano. Il film parla del presente, oltre che del
passato. Leopardi è un giovane irrequieto e ribelle, che ama la vita e l’età
più felice della vita, cioè la gioventù. È giovane, insomma. Alla fine del film
sai che quel personaggio vivrà in te, per sempre. Il giovane Leopardi critica
l’ideologia del progresso, in cui ciascun individuo, omologato al tutto,
dovrebbe avere la razione di felicità quotidiana a scapito dei suoi simili e
dei propri ideali. ‘Una massa felice, composta da individui infelici’, è la
critica ironica con cui risponde ai suoi detrattori. Nell’illusione del
progresso inarrestabile la felicità è un’illusione. La felicità è conservare
uno sguardo pulito, lo sguardo dei bambini che hanno un’età compresa da 0 a 3 anni. Il futuro c’è, se
c’è il presente e nel presente è ancora possibile accettare l’idea del
progresso che ha bisogno di conquiste, di sfruttare illimitatamente le risorse,
tra cui la forza lavoro e le culture altre?
Gli esseri umani fanno tante cose
belle, spesso per apparire migliori di come sono. Ma il bello che convince è
che si può cogliere ancora, per brevi istanti, quel riflesso quasi
insostenibile dell’infinito indefinibile. Tra i tanti desideri illimitati con
cui dovremmo confrontarci, il più grande rimane quello di convivere con il fatto
di essere vivi. Rinsaviti dall’immensità, se agissimo d’istinto, dovremmo
catturarla. Trasportati dal sentimento la liberiamo nell’istante, come una
farfalla, in un’espressione tutta personale. E se fossimo ghirigori nel tempo? Scarabocchi
perfettibili per nostra responsabilità…
Manuela Grillo Spina.

