domenica 31 agosto 2014

Gli/le invisibili

'Creare l'uomo fu un'idea bizzarra e originale, ma aggiungere la pecora fu una tautologia'
Mark Twain.

Un esercito invisibile a difesa dell’orgoglio maschile. Dice: ‘Dove?’. Tutt’intorno, come la Vodafone, ma è invisibile, appunto, perciò non si vede. Quello dell’invisibilità è un elemento fondamentale, se no capiremmo subito che alcuni maschietti arrancano. E chi li minaccia?. Nessuno, proprio per questo smaniano. L’ometto è minacciato dalla sua inadeguatezza. Allora, chi marcia tra le file dell’esercito invisibile?. Chi vuole aggiudicarsi il premio per la miglior rizza uccelli dell'anno?. Il maschietto promette onore e gloria, assoldando le solite donnette che non valgono niente, le quali, desiderose di quotarsi nel borsino della fica e distratte dalle loro guerre personali, per tamponare la falla dell’autostima, con l’obiettivo di vincere e di ottenere approvazione, non si accorgono delle difficoltà dell’ometto, il quale le ringrazia celebrandole. Poi, d’accordo con donnette e ometti che gli hanno insegnato l’arte della menzogna, chiamano tutto ciò amore. In sostanza insultano la parola e il sentimento. Dopodichè, quando avvertono gli effetti della loro maleducazione nei fatti di cronaca nera, si scandalizzano: ‘Ah, che orrore, l’ennesimo caso di femminicidio!.’. Certo. E che dire delle situazioni limite in cui hanno taciuto o peggio giustificato, anzi premiato il comportamento dichiaratamente violento di un uomo?. La verità è che tacciono. In tal modo trasmettono alle generazioni future di donne, senza il minimo scrupolo di coscienza, i modelli svilenti cui devono assomigliare, dotando gli uomini dell’armamentario di paure e di solitudine affettiva capace di provocare disastri e innescare esplosioni di aggressività.
Io parlo. Siccome ho conosciuto un uomo da evitare, potenzialmente pericoloso, voglio dire quello che mi è capitato. Ho frequentato un coetaneo di nome Giorgio, che ho conosciuto nell’ambiente dei movimenti autogestiti, quindi in circostanze non sospette. Dopo qualche tempo ho notato che usava un linguaggio volutamente ambiguo e manipolatorio, mi telefonava e, spesso, dopo aver riagganciato, mi richiamava, senza parlare lasciava che sentissi rumori e voci che provenivano dal luogo in cui si trovava. Per quanto mi riguarda ho instaurato una relazione basata sulla fiducia, in cui ciascuno di noi poteva esprimere in libertà i propri pensieri e i propri sentimenti. Al contrario, lui era ipercritico nei miei confronti, asserendo per lo più menzogne e attribuendomi comportamenti che non sono i miei, in pratica mi svalutava. Nonostante gli dicessi con fermezza che si sbagliava, insisteva e pretendeva di avere ragione, cioè voleva che mi sottomettessi al suo modo distorto di sragionare. Una volta mi telefonò, sentii dei rumori e capii che stava facendo sesso con un’altra. Ma la cosa non finì lì, la sera stessa mi cercò, chiedendomi di dormire da me, ovviamente rifiutai. Il comportamento vessatorio degli uomini come questo ha una definizione, si chiama ‘gaslighting’. Io non mi sono sentita umiliata dal gesto compiuto da Giorgio, anzi credo si debba sentire umiliato lui e chi era con lui. Però, mi ha spaventata. Infatti, oltre a trattarsi di violenza, un comportamento come quello descritto mette a repentaglio la sicurezza e mina la fiducia un tempo rivolta nei confronti della persona che poi ha agito male. Chiaramente non frequenterò più il tipo. Aggiungo qualche sito per approfondimenti sul fenomeno ‘Gaslighting’: www.stateofmind.it e www.opsonline.it. Io, già che c’è il sole, aspetto che escano fuori come lumache quelli non magagnati.  


Manuela Grillo Spina.

domenica 24 agosto 2014

La strillona!


Assembramenti intorno a fattacci di cronaca nera, delitti, barzellette ciniche post 11 settembre, il business. Visto tanto cattivo gusto, vale la pena citare il borsino della f…, espressione colorita atta a rappresentare la realtà con una buona approssimazione alla stessa. I procacciatori di affari raggiungono i possibili clienti azionisti porta a porta. ‘Stiamo bene così, abbiamo le idee chiare, andate altrove’, rispondo. Gioco e ironia non mancano.


Il mercato pullula di bambole istruite, imbottite di acido ialuronico per le labbra e/o arroganza, con sottana svolazzante perché la loro fuma. Ripristinare l’opzione: persona pensante fuori dai mercati, per favore. Le mamme, chè la puttaneria è una tradizione da tramandare, vanno in brodo di giuggiole quando le figlie vengono quotate al rialzo sul borsino della fica. Ciò dipende dall’offerta e dalla domanda, come accade in tutti i mercati. I costi di produzione, abbastanza contenuti, influenzano l’offerta e la tendenza al regime di monopolio, infatti per abbattere la concorrenza che non c'è le erogatrici di servizi se la sono inventata, i criteri li dettano loro: non più intelligenza né cuore, agli azionisti interessa la capacità di pezzi di corpo di adempiere le richieste nonché gli obblighi previsti dalla legge. Indifferenza e disinteresse al sentimento chiamati emancipazione completano il quadro. Le fiche così combinate arricchiscono gli azionisti e tutta la stirpe. La stabilità dei titoli è dovuta all’erogazione di servizi ‘indispensabili’, infatti, nel mercato suddetto, a differenza degli altri, non v’è oscillazione nè perigliosa sfida, chiaramente. Se ciò avvenisse potrebbe mandare all’aria l’intera baracca, mercati finanziari compresi. L’asservimento è indispensabile, l’indispensabile è che tutti tacciano. Per fortuna le visioni del mondo altre stanno fuori dalla porta dei mercati finanziari. Nei palazzi del potere politico cincischiano, nella realtà ancora resistono.

Manuela Grillo Spina.

domenica 17 agosto 2014

Sincerità!


Poi si dovrà decidere su una questione di fondamentale importanza per la vita sociale e politica del paese, ovvero se le corna sono sempre corna oppure no. Innanzitutto bisogna fare un distinguo fra le corna di quelli del giro e di quelli che vorrebbero amarsi sul serio, per intenderci le corna che fanno soffrire chi le mette. Secondo me sbaglia chi pensa all’antica, cioè che se le portano gli uomini la traditrice è automaticamente una puttana, cioè a volte sì, altre no. La questione è intricata, vale la pena pensarci. Adesso con l’emancipazione funziona tutto diversamente nei paesi civili, dove conta il criterio del valore di mercato. Conta anche il sessismo nei rapporti tra uomo e donna?. Mah, può essere così.

Dunque, la lealtà rompe i coglioni, non ha valore sul mercato del matrimonio, l’ipocrisia ce l’ha. Infatti, fatte salve le apparenze, quello sempre e comunque, l’importante è mantenersi uniti, con lo sputo, con la colla o con i tradimenti reciproci. Grave mancanza di rispetto delle regole del gioco: io non ho mai saputo mentire bene, la mia sincerità puzza. Dovrei impararle ‘ste regole, ma la vedo difficile, sono riuscita a sfuggire al cappio e credo che non mi arrenderò. Dovrei imparare cos’è che ha valore di mercato: lo scambio di pezzi di carne falsamente intonsi, l’immagine di rispettabilità e il fatto di concedermi come fossi una proprietà. ‘Perciò il sessismo c’entra, in fin dei conti i pezzi di carne da barattare appartengono solitamente al corpo femminile’. Dicendo ciò aggiungo: ‘Allora in giro ci sta ‘na frotta di troie. Appaiate con uomini inconsistenti, però troie, dai!’. Nei giorni di festa è facile avvistarli insieme, per ingropparsi meglio con altri in quelli feriali. In ogni modo la questione corna è il cavallo di battaglia dei signori, delle signore e aspiranti tali, i quali pretendono la riverenza anche e soprattutto se fedifraghi. L’attitudine alla menzogna diventa delinquenza, infatti di recente hanno fatto la richiesta anonima di istituire un secchio della spazzatura nazionale in cui scaricare la loro merda, ovviamente la richiesta è stata respinta. A casa mia si dice che certa gente ha la faccia come il culo, anzi non ce l’ha proprio. A proposito di anonimato, in certi casi è fondamentale l’omertà. Per esempio un amico mi ha detto che se la fa con una che sta con uno. Cosicché gli ho chiesto: ‘E come si chiama questa signorina?’. Lui, concentrandosi molto, mi ha risposto: ‘Aspetta, si chiama… Eh, adesso non me lo ricordo…’. ‘Ah!’ ho commentato. Memoria labile e intermittente? No, all’amico è convenuto tacere, non tanto per salvare la faccia a una di quelle che stanno con uno e fanno i pompini a un altro, quanto perché lui è l’altro e glieli fa come dice lui.


Poi si deciderà sull’argomento. Intanto mi viene in mente un fatto, quando ho chiesto a un uomo di accarezzarmi come dico io, lui mi ha guardata esterrefatto, non perchè fosse strano che avessi voce in capitolo, ma perché l’ho colto impreparato. Questo, per quanto mi riguarda, è il vero discorso da fare.

Manuela Grillo Spina.

domenica 10 agosto 2014

Sguardi sul mondo

Vivo la mia vita, bella, bella, arriva uno e scombina i piani. È l’amore, mi dico, è l’irrazionalità dell’amore. Sì, l’amore lo riconosco, so che l’irrazionalità dell’amore non è pazzia. Invece non riconosco gli effetti non riconducibili in alcun modo alla causa, poichè determinati dalla miriade di opinioni e giudizi sull’argomento. Tutti giustificabilissimi, a detta di chi indossa un paio di lenti deformanti e non lo sa. Certo, farglielo sapere è un’impresa in cui altri hanno fallito. Io ci riprovo, senza pretese, innanzitutto togliendo le lenti dal mio naso, per non fare come quello che predica bene e razzola male.

Lui e il suo lavoro. Sappiamo quasi tutte che il lavoro dell’uomo è più importante di quello della donna. Il fatto strano è che ogni volta incontro l’unico lavoratore del paese. Ha sulle spalle le sorti dell’Italia ed è talmente indaffarato da accollarmi le paturnie che non sa gestire, perché pensa che così deve essere. Io le rispedisco al mittente, osando aggiungere dosi di sincerità e d’amore disarmanti, perciò dopo un po’ piovono critiche: non va bene questo, non va bene quello. Dunque, fatemi capire, non importa che sono in gamba, intelligente, comprensiva, arguta, cioè non devo essere più in gamba, intelligente, loquace e arguta di lui. Ah, ecco, non devo parlare ed amare come dico io. ‘La questione è semplice’, direbbe l’uomo della strada, ‘gli serve una che gli fa i pompini come dice lui’, tu non vai bene. In effetti non ci mette molto trovare una che fa al caso suo, ma non ammetterebbe mai che le cose stanno così. Comunque, l’opinione dell’uomo della strada per quanto sia acuta, non coglie il nocciolo della faccenda che secondo me è la guerra, ovvero la visione del mondo improntata sulla dominazione, in cui le categorie ammesse ad esistere sono quelle dei dominatori e dei dominati. Mi ritengo fortunata ad essere nata sotto una buona stella, immune da smanie di dominio e ribelle a qualsiasi tentativo di sopraffazione. Per questo credo che i maschietti si facciano disonesti d’un colpo. Essendo deboli con i potenti e prepotenti con i cosiddetti deboli, insomma dei vili, non tollerano la potenza espressa in termini di amore. Al contrario, la mentalità guerriera e quindi maschia gli rende molto. Alle donne affiliate rende approvazione e consensi, in quel senso va intesa l’affermazione dell’uomo della strada e rappresenta l’ennesimo servigio offerto alla causa per la salvaguardia della cultura dello sfruttamento.

Da tempo mi chiedo con estrema perplessità come sia possibile che in Italia c’è gente che dà retta a un cretino che chiacchiera e che quest’ultimo possa rovinare la vita personale e sociale di una donna. Mica gli viene in mente che si tratta di un pallone gonfiato e da sgonfiare. La risposta più plausibile sono gli occhialetti deformanti, cioè la cultura e le consuetudini divenute normalità che, però, di normale e naturale non hanno nulla. Insomma, è come la storia della guerra, perché, se l’aggressività espressa attraverso la sopraffazione fosse naturale, non avremmo imparato niente né creato nulla, giacchè per imparare, pensare e trasmettere conoscenza ci vuole di vivere in pace. 

Manuela Grillo Spina.

domenica 3 agosto 2014

Logico, sì è logico.


In base a quale logica il fatto di indossare la gonna autorizza lo sguardo maschile a vagare insolente oltre le intenzioni reali della persona dentro la gonna?. Questo se lo sono chiesto tante donne. E secondo quale criterio le responsabilità dei comportamenti villani sarebbero della stessa donna dentro la gonna?. Giudizi e pregiudizi, ecco gli ingredienti collaudati, utili a trattenere le femmine per la maglia. Aglio, fravaglio... Cambiamo ricetta, va’.
Donne offerte agli sguardi degli uomini come l’ostia al Signore: 'Brave, buone e belle’, commentano gli uomini. Però gridano allo scandalo quando le cosce non sono pezzi di carne, bensì parti di un unico corpo, non esposte per piacere ad altri. Insomma, quando sono le mie. La differenza la sentono, quindi non va bene e la questione diventa scandalosa. Dichiarate che il corpo è vostro, sarete disapprovate. Provare per credere.

‘Sei troppo… Troppo, insomma. Capito?’ e fa prendere aria al petto con la mano. Quante volte mi è stato detto dagli uomini che sono troppo. ‘Troppo che vuol dire?’, ho risposto. ‘Troppo!’, dovevo capire… Invece di introiettare le ragioni degli altri ho pensato all’eccedenza tra me e me. Da dove arriva?. Emotività, vivacità, aspettative, farfalle nel petto, volontà di esprimersi, tutto insieme dà fastidio e quella mano a ventaglio che significa?. Mica ho il termostato delle emozioni!. ‘Sei complicata!’, annovero anche questo giudizio, l’hanno pronunciato con la bocca larga e una smorfia sul ‘cataaaa’. Stavolta senza ‘troppo’, poiché la complicatezza femminile è un difetto di per sé, non c’è bisogno di quantificarla, mentre il fatto di essere abili millantatori, caratteristica altrettanto non quantificabile, in genere la negano con molta furbizia. Comunque, le chiacchiere stanno a zero giacchè penso quello che voglio. Ho concluso che il troppo non è quello che mi appartiene. I disagi, le idiosincrasie altrui, quello è troppo e mica me lo devo accollare per forza. A ciascuno il suo bagaglio.


In base alla logica balorda qualora volessi sposarmi dovrei fare due conti e dare un valore di mercato ai pezzi di corpo. Quelli delle bambole, per esempio, l’importante è che siano esposti in vetrina e soprattutto non ipotecati, ovvero falsamente intonsi. Vecchia storia si dirà. Eh sì, nel mercato del matrimonio è così. Protesto: ‘A me il mercato non interessa!.’ ‘Male, molto male’, m’è stato risposto, ‘dovresti metterti in testa che contano soltanto le caratteristiche esprimibili attraverso una grandezza, se no non valgono. Per esempio: troppo, poco, piccola, grande. Altrimenti come facciamo  a controllarti?.’ ‘Infatti, non controllatemi, in testa mi ci metto quello che mi pare’, ho detto. Eppure niente, non hanno capito. E allora: 'aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia, corna, bicorna, capa r’alice e capa r’aglio'. Gli esperti dicono che per essere efficace l'incantesimo deve essere accompagnato da sputacchiatine e gesti di corna.

Manuela Grillo Spina.