mercoledì 5 ottobre 2016

La sera di Akira.

Kurosawa fissa un riflesso. Ad un tratto la sera cittadina si sdoppia filtrando attraverso le persiane. Nella via, luci delle macchine di passaggio sono macchie di luce. Mutevoli per forma e dimensioni, corrono sul muro della stanza da letto, inseguite da Akira, che le crede vere. La gatta gioca con i riflessi e non si cura che della realtà: di animali, di anime, di pensieri roboanti che sfrecciano sui muri. Poi, svirgolando sul soffitto, svaniscono. La sera di Akira fa bene allo spirito. Akira è degna del suo nome e avrà gli onori della comunità dei gatti, i quali, benchè siano individualisti e snob, saranno orgogliosi di annoverare un enfant prodige come lei tra i compagni.

Manuela Grillo Spina.