domenica 27 luglio 2014

Dignità.


Quando gli uomini giudicano le donne mi fanno ridere, quando alcune donne ci credono mi fanno ribrezzo. Come è noto gli uomini criticano il comportamento femminile poiché intendono dominarlo attraverso il giudizio, non ci credono neanche loro a quello che dicono, è soltanto una prova di forza, anche perché spesso non scelgono degli esempi di virtù, che notoriamente va corrisposta allo stesso modo. Le donne che fanno finta di crederci per essere approvate sono più moleste degli uomini con le donne che si ribellano e le controllano con la rabbia delle sottomesse. È opportuno ridirle certe cose, nonostante siano state dette, dato che dalla fabbrica escono donne destinate a ‘vincere’, come tutti e come tutti non sopportano la disapprovazione. Per farli smettere di frignare bisogna consolarli dicendo loro che hanno vinto, soprattutto se hanno perso la dignità.


L’accoglienza riservata alle donne che contestano l’ordine costituito (parolone) e le convenzioni sociali è tutta un’altra faccenda e si basa molto sul dito perennemente puntato. Tu, tu, tu, come il telefono, è un vantaggio mica da poco. L'uomo che dice 'tu sei così' sa che le critiche non sono vere e che non potresti mai scendere a compromessi ed essere diversa da come sei. La società più è ipocrita più dice tu, tu, tu. Dai e dai a dire così, in quanto donna, vorrebbero indurmi a pensare negli stessi termini, aspettandosi che le qualità, i sogni, le belle immagini che mi appartengono le nomini con il tu non con l’io. Tutto ciò per far rifornimento di energie vitali indispensabili, di cui le donne sono da sempre dispensatrici silenti e spesso accondiscendenti. Avere dignità significa non voler essere sfruttata, non voler essere sfruttata per il senso comune significa essere imprudente. Meglio temeraria che serva.

Manuela Grillo Spina.

domenica 20 luglio 2014

Va be', a dirla tutta...

...le donne in questo paese non contano niente, per contare devono sgommare con l’automobile, magari comportarsi da carogne come alcuni uomini. C’è da dire che molte ci riescono benissimo. Si tace su riconoscimenti e meriti reali, per i quali, in questo sistema, i posti sono già assegnati in base alla posizione sociale, quindi senza commettere discriminazioni di genere. Le donne che vogliono dei meriti perché pensano di averne, devono combattere battaglie cruente che poche capiscono e molte ostacolano. Quest’ultime preferiscono accapigliarsi per motivi futili, come le protagoniste dell’isola dei famosi. Perciò nella quotidianità tocca combattere per uno stronzo con donnette con cui non mi scambierei nemmeno per tutto l’oro del mondo. Ma quando si dovrebbe parlare dei soprusi maschili stanno tutte zitte e quando si dovrebbe parlare dell'immaginario di donne reali, non di stereotipi, alcune non sanno neanche di averne. Cosicché, pensando con la mia testa, la mia testa mi dice di non sottostare alle prepotenze di qualsiasi genere, da qui iniziano le lagne. Per alcune pensare autonomamente e dissentire dall'opinione della maggioranza è un’idea incomprensibile, lo è in un'Italia che celebra la bravura della donna quando è funzionale a qualcosa, ma soprattutto a qualcuno e la disprezza se non serve a nessuno e osa vivere. Questo è un fatto culturale, la cultura italiana è maschilista, cioè sono quarant'anni che sento dire queste cose. Intanto io non sono stata con le mani in mano, ho fatto la mia parte affinchè la cultura cambiasse. Invece gli stereotipi e i pregiudizi di genere non sono spariti, anzi raggiungono facilmente nuovi adepti. Quando alla gente non basterà più la colla e cercherà un motivo per stare insieme, non trovandolo, ragionerà e, forse, qualcosa cambierà davvero.

Manuela Grillo Spina.
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