...le donne in questo paese non contano niente, per
contare devono sgommare con l’automobile, magari comportarsi da
carogne come alcuni uomini. C’è da dire che molte ci riescono benissimo. Si
tace su riconoscimenti e meriti reali, per i quali, in questo sistema, i posti
sono già assegnati in base alla posizione sociale, quindi senza commettere discriminazioni
di genere. Le donne che vogliono dei meriti perché pensano di averne, devono
combattere battaglie cruente che poche capiscono e molte ostacolano. Quest’ultime
preferiscono accapigliarsi per motivi futili, come le protagoniste dell’isola
dei famosi. Perciò nella quotidianità tocca combattere per uno stronzo con
donnette con cui non mi scambierei nemmeno per tutto l’oro del mondo. Ma quando si
dovrebbe parlare dei soprusi maschili stanno tutte zitte e quando
si dovrebbe parlare dell'immaginario di donne reali, non di stereotipi, alcune non sanno neanche di averne. Cosicché, pensando con la mia testa, la mia testa mi dice di non sottostare
alle prepotenze di qualsiasi genere, da qui iniziano le lagne. Per alcune pensare autonomamente e dissentire dall'opinione della maggioranza è un’idea incomprensibile, lo è in un'Italia che celebra la bravura della donna quando è funzionale a qualcosa,
ma soprattutto a qualcuno e la disprezza se non serve a nessuno e osa vivere. Questo è un fatto culturale, la cultura italiana è maschilista, cioè sono quarant'anni che sento dire queste cose. Intanto io non sono stata con le mani in mano, ho fatto la mia parte affinchè la cultura cambiasse. Invece gli stereotipi e i pregiudizi di genere non sono spariti, anzi raggiungono facilmente nuovi adepti. Quando alla gente non basterà più la colla e cercherà un motivo per stare insieme, non trovandolo, ragionerà e, forse, qualcosa cambierà davvero.
Manuela Grillo Spina.
www.arcalibera.com
facebook

Nessun commento:
Posta un commento