venerdì 2 settembre 2016

L'estate ha un carattere difficile.

'The Island', 2005, Michael Bay
L’abbronzatura risalta sui colori chiari e nelle stanze degli uffici, incapsulata nei vestiti seri degli impiegati. Se non qui, altrove è esistita la bella stagione. Le foto ti informano sul luogo dove è accaduto il fatto. L’estate è apparsa al mare, nei viaggi fuori porta, oppure in montagna. L’estate appare, si manifesta. La realtà di contorno pare, sembra. Li guardi che pestano i tasti sul pc e ti chiedi se siano le stesse persone. Dicono che hanno mestiere. Tenti una critica, ma ti ritrai, perchè si vede che è tanto tempo che sono lì, mica è facile interiorizzare le mansioni al punto da tradurle in automatismi. Riescono pure a scherzare con i colleghi mentre lavorano. L’estate non si addice al razionalismo tecnico, il quale manda i suoi scagnozzi: il linguaggio e la logica per spiegartela. La loro forza consiste nell’apparire entità, indipendenti da chi le usa. Anch’essi appaiono, ma si manifestano o sembrano? E se la gente non volesse uscire dalla caverna? Se ne sta andando un tantino offesa. Infatti, con l'estate si ragiona male,  non si piega ai discorsi utilitaristici. L'estate, dicono, ha un carattere difficile.

Manuela Grillo Spina.  

Nessun commento:

Posta un commento