domenica 1 giugno 2014

Vero!

Per chi adempie l’ingrato compito di dire le cose che vede, il che è una specie di vocazione oltre che un divertimento, il contesto sociale spesso tiene in serbo un trattamento speciale. Tutti la vezzeggiano, però la verità è scomoda: crea inimicizie e può addirittura complicarti la vita e di parecchio anche. In particolar modo, quando la regola è la menzogna, la difesa da parte dei vili colti in castagna è la negazione del fatto ‘scabroso’, ossia della verità. A me piace dire le cose che vedo e sfruguliare la cattiva coscienza della gente, tenendo presente che tra falsa e cattiva coscienza secondo me c'è una differenza. Purtroppo, quando è così, le noie non finiscono mai, poichè l’omertà degli altri, da cui gli imbroglioni traggono ampi vantaggi, fa la sua parte. Per esempio, lo stato attuale delle strade di alcuni quartieri della capitale è pessimo, ciò dipende in gran parte dall’educazione dei cittadini/e, i quali cospargono i marciapiedi di immondizia e cartacce. Nel momento in cui dico ciò che è palese a tutti, innesco una reazione strana, invece di mettersi dalla mia parte, gli altri, pur sapendo che sto dicendo la verità, si schierano con quelli che negano l’evidenza, oppure, altrettanto stranamente, stanno zitti. ‘Lo dici tu quindi è un problema tuo’, questo è il nocciolo del discorso. Cosicché, nonostante ci sia spazzatura dappertutto, non è vero che i signori e le signore dei quartieri perbene della città opulenta siano degli zozzoni. Cattiverie e stupide scaramucce sono diventate la norma nel vivere sociale, ma siccome ci tengono tutti e molto a preservare la propria immagine pubblica di quelle meschinità non bisogna parlarne. Il fatto di svicolare dal senso comune compiendo un ribaltamento di prospettiva è un atto sovversivo. Nel dare voce a una qualche forma di dissenso di solito il rischio è quello di essere messi in mezzo. Ti fanno le pulci, partendo dal presupposto che siano tutti scorretti come loro, al fine di trovare qualcosa di sbagliato. L’integrazione forzata quindi è la ‘punizione’ per chi ha osato non accettare il comportamento disonesto e omertoso dei molti che speculano inopportunamente. Non soltanto chi crede nella giustizia è tenuto/a a rispettarne l’ordine! Comunque sia, in tal caso il vantaggio c’è ed è l’eventualità di ottenere giustizia in base al sistema che la distribuisce, spesso a vanvera, ma a volte con ragione. 

Manuela Grillo Spina.
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