‘Fatti
corsari’ (2012) è il documentario di Stefano Petti e Alberto Testone. Il
filmato racconta la storia di Testone che è un testone di nome e di fatto.
Infatti, vive a Fidene, fa l’odontotecnico, vuole fare l’attore e ci riesce,
perché è cocciuto, appunto. Alberto Testone, grazie alla somiglianza con Pasolini,
inizia a teatro con ‘Delitto Pasolini’, della compagnia romana Ck Teatro. Si interessa
alla vita dell’intellettuale e al pensiero pasoliniano. Si inoltra nei luoghi
frequentati dal poeta alla scoperta dell’uomo, dello scrittore, del regista. Qualcosa
di Pasolini diventa parte di lui. Non è soltanto per la somiglianza fisica. È innanzitutto
il legame con la sua città, Roma, in particolare la borgata Fidene, dove Alberto
testone è nato e cresciuto. Le periferie romanane, cinquant’anni fa, erano satelliti
della città. Disgiunte dal centro per mezzo di strade mal costruite e da baracche
al posto di case. Ora diventano l’emblema dello sviluppo di questo paese. Il
boom economico ha inglobato i sobborghi, che nell’anima rimangono tali, per
questo rischiano di perderla. Siete avidi, famelici, ‘avete gli occhi dei vostri
padri’, diceva Pasolini, perché amava il popolo e lo amava anche se quel popolo
stava trasformandosi in massa. Quello era il suo grido. Vedendo il filmato
viene da chiedersi cosa farebbe Pasolini se fosse ancora vivo: amerebbe ancora
la gente, ormai priva di memoria, di anima e fluttuante sulla superficie della
banalità? O continuerebbe a rivolgersi ai corpi e alle anime innocenti. Il
filmato parla del sogno di fare l’attore e di tutti i sogni rischiarati dalla
nitidezza del pensiero pasoliniano, che vedeva fiori tra le baracche. L’idea di
dignità stilla nel cuore dei contemporanei il coraggio e la tenacia necessari per
dare senso all’esistenza di ognuno. Alberto testone, il suo amico er caciara,
la vita di Fidene, i giovani rapper di Tor Bellamonaca rappresentano la parte
migliore di questo paese, cresciuta tra il cemento dei casermoni. La città
respira anche grazie a loro. Quando un sogno prende forma diventa realtà. Non c’entra
il bisogno di riscatto, ma il desiderio di essere coerenti con se stessi. La voce
di Pasolini è ancora viva, ne abbiamo bisogno per decriptare la realtà.
Manuela.
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