’Su
Re’ è il film di Giovanni Columbu e narra la Passione, la Crocifissione e la Risurrezione
di Gesù Cristo ispirandosi ai Vangeli. ‘Su Re’ in dialetto sardo significa ‘Il
Re’. La prima scena del film è evocativa ritrae il Cristo morto tra le braccia
della madre. Il racconto ruota attorno alla vita terrena del Figlio di Dio.
Buona parte del film ritrae la stirpe umana come una specie disgraziata, senza
speranza di salvezza. Il racconto si snoda in modo che, alla fine, l’unico
desiderio che sentiamo è che Gesù risorga e che ci sia una speranza sempre. É
cieco il popolo e ciechi sono i sacerdoti, accecati dal potere anche se vedono,
sordi anche se sentono. Insultano, umiliano e frustano il corpo di Gesù umiliando se stessi. Cecità, odio, furore e violenza vengono trascinati dal film
nello spazio dell’anima, sulle pendici del Monte Maccioni in Sardegna. Chi ha
cuore vede, ode e soffre. I personaggi di questo film non ne hanno e i luoghi
dell’interiorità risuonano di devastazione e morte. Il fustigatore colpisce il
Messia che non appare sullo schermo, le sferzate sembrano rivolte al pubblico e,
in definitiva, allo stesso popolo che ha condannato un innocente. Il corpo di
Cristo sanguina, ma è come se fosse già risorto, è spirito e mistero. Il male,
dunque, ricade sugli aguzzini. ‘Se sei il figlio di Dio perché non fai il
miracolo, perché non scendi dalla Croce?’, gridano gli astanti al Re dei Re. Lo
sbeffeggiano, lo offendono, Gesù non risponde. «Noi tutti eravamo sperduti come
un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di
lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua
bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi
tosatori, e non aprì la sua bocca » (Isaia
53, 6-7).
La
parola sempre ha un suono meraviglioso. Ci ingannna, ci seduce. Quando
capiamo di esistere qui ed ora, da esseri senzienti vorremmo che tutto fosse
per sempre. Percepiamo il mondo attraverso la nostra coscienza e non ci
accontentiamo di dirci che non potrebbe esistere senza di noi. La morte quindi
rappresenta il segreto indicibile della nostra e dell’altrui vulnerabilità,
l’offesa più grave verso chi amiamo. Dobbiamo riscattare la vita dal suo limite.
In ‘Su Re’ Cristo risorge, non per andare nell’alto dei cieli, ma per rimanere
su questa terra, incarnandosi nelle figure di bambini che corrono pieni di
allegria. Il messaggio religioso, laico e politico del film potrebbe essere
questo: in ciò che amiamo, in ciò che noi crediamo Dio è risorto, come diceva
una canzone tempo fa.
Manuela.

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