venerdì 5 aprile 2013

'Su Re' - Giovanni Columbu



’Su Re’ è il film di Giovanni Columbu e narra la Passione, la Crocifissione e la Risurrezione di Gesù Cristo ispirandosi ai Vangeli. ‘Su Re’ in dialetto sardo significa ‘Il Re’. La prima scena del film è evocativa ritrae il Cristo morto tra le braccia della madre. Il racconto ruota attorno alla vita terrena del Figlio di Dio. Buona parte del film ritrae la stirpe umana come una specie disgraziata, senza speranza di salvezza. Il racconto si snoda in modo che, alla fine, l’unico desiderio che sentiamo è che Gesù risorga e che ci sia una speranza sempre. É cieco il popolo e ciechi sono i sacerdoti, accecati dal potere anche se vedono, sordi anche se sentono. Insultano, umiliano e frustano il corpo di Gesù umiliando se stessi. Cecità, odio, furore e violenza vengono trascinati dal film nello spazio dell’anima, sulle pendici del Monte Maccioni in Sardegna. Chi ha cuore vede, ode e soffre. I personaggi di questo film non ne hanno e i luoghi dell’interiorità risuonano di devastazione e morte. Il fustigatore colpisce il Messia che non appare sullo schermo, le sferzate sembrano rivolte al pubblico e, in definitiva, allo stesso popolo che ha condannato un innocente. Il corpo di Cristo sanguina, ma è come se fosse già risorto, è spirito e mistero. Il male, dunque, ricade sugli aguzzini. ‘Se sei il figlio di Dio perché non fai il miracolo, perché non scendi dalla Croce?’, gridano gli astanti al Re dei Re. Lo sbeffeggiano, lo offendono, Gesù non risponde. «Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca »   (Isaia 53, 6-7).
La parola sempre ha un suono meraviglioso. Ci ingannna, ci seduce. Quando capiamo di esistere qui ed ora, da esseri senzienti vorremmo che tutto fosse per sempre. Percepiamo il mondo attraverso la nostra coscienza e non ci accontentiamo di dirci che non potrebbe esistere senza di noi. La morte quindi rappresenta il segreto indicibile della nostra e dell’altrui vulnerabilità, l’offesa più grave verso chi amiamo. Dobbiamo riscattare la vita dal suo limite. In ‘Su Re’ Cristo risorge, non per andare nell’alto dei cieli, ma per rimanere su questa terra, incarnandosi nelle figure di bambini che corrono pieni di allegria. Il messaggio religioso, laico e politico del film potrebbe essere questo: in ciò che amiamo, in ciò che noi crediamo Dio è risorto, come diceva una canzone tempo fa.

Manuela.

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