La cattiva nomea se la passano
come una iattura. Da ragazzina si usava così, quando vedevamo alcune persone,
le amiche si sbrigavano a spedire la iella altrove. Io ero lì che mi pigliavo
le sore e i rosci, ci rimanevo come una tonta. Forse questo fatto chiarisce
l’evolversi degli eventi.
In ogni modo, lo sostengono gli
studi compiuti che oggigiorno il valore di una donna è ancora influenzato dal
giudizio morale e dall’approvazione sociale più del valore maschile. C’è da
dire che molte abboccano al giochetto utilizzato con scaltrezza per controllare
il comportamento femminile. Mica di rado i maschietti ne approfittano. Una
domanda sorge spontanea: se quelle credono davvero che alcuni comportamenti
inerenti la sfera sessuale siano riprovevoli e li mettono in atto (lo fanno, lo
fanno) allora son davvero un po’ zoccole. Perché mandare via la iattura, che
poi c’è la tonta ad andarci di mezzo?. Un’altra domanda: se la tendenza a
idealizzare gli altri è giudicato un comportamento irrazionale, la tendenza a
sopravvalutarsi pretendendo di stabilire il valore di una persona come è
giudicato?.
Non è che qualcuno può venirmi a
dire come mi devo sentire e cosa devo pensare. Io la dignità ce l’ho, non ho
bisogno del timbro di convalida. Posso smontare qualsiasi appunto a scapito
della totalità della personalità femminile, poiché ogni critica non poggia su
nessuna ragione oggettiva e soprattutto non è pertinente alla sfera personale. Uno degli argomenti di cui non si parla mai, di cui si parlava non
più di trent’anni fa, è la conoscenza e la comprensione dell’altro sesso
tramite la frequentazione, non destinata necessariamente a coronarsi con le
nozze. E domando: con tutti gli uomini che si passano e se li passano,
anche se vorrebbero far credere il contrario, è possibile che queste non capiscano
le debolezze, gli stati d’animo più profondi? No, perché li dichiarano arbitri
indiscussi delle loro azioni e ambiscono ad aggiudicarsi il primo posto nella
graduatoria della desiderabilità, oppure capiscono le manchevolezze di
un uomo e tacciono per non farlo inquietare. Che mi costerebbe far buon viso a cattivo gioco e tacere? In effetti mi costerebbe molto sul piano della coerenza. Perchè se dicessi che non gliene frega niente a nessuno di comprendersi profondamente mi costerebbe qualcosa? Sì, però sarei più fedele alle mie idee.
E, allora, ripigliatevi la
iattura!
Manuela Grillo Spina.

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