domenica 26 maggio 2013

Il Bel Paese, che sarà



Lo stipendio dei politici, i privilegi della casta sono un bersaglio facile contro cui scagliarsi. Le auto blu hanno tenuto banco per mesi, come se rappresentassero tutto il male, esse sono divenute l’emblema della corruzione. Forse si è scelta la strada più facile e indolore per non indagare i meccanismi e le complicità che sono alla base di una pessima gestione della cosa pubblica. In sostanza, nello scambio tra elettori e rappresentanti cosa c’è, che sia soltanto mero opportunismo?. Non è una domanda retorica e, ragionando con buon senso, anche l’opportunismo in politica non dovrebbe essere il male assoluto, poiché dipende da ciò che i rappresentanti e gli elettori ritengono opportuno. In genere, durante le elezioni il tizio e il caio promettono di darsi da fare per migliorare ogni aspetto della vita pubblica. Dal lavoro, alle infrastrutture, dall’istruzione all’ammodernamento dei settori della produttività, quindi del lavoro, le parole che risuonano con maggior frequenza sono importanti. Invariabilmente, spesso rimangono solo parole. Allora, viene da pensare che i cittadini/e abbiano bisogno di questo, di un interesse di facciata e che sotto sotto siano consapevoli del fatto che si tratta di propaganda, magari seguita da qualche miglioria pressoché irrilevante apportata qua e là, giusto per salvare le apparenze. In un tacito accordo, eletti ed elettori si scambiano gli uni la dispensa dalle proprie responsabilità, gli altri la brama di potere. Ciò che, successivamente, a elezioni fatte si redistribuisce è il potere stesso. Ai cittadini/e tocca quello riflesso dei loro rappresentanti e tutti sembrano esserne contenti. Quando però si prova a dare valore ai raggirati, ma conniventi, mettendo in evidenza ciò che fanno e ciò che sono, quest’ultimi si ribellano, come se li si chiamasse a decidere consapevolmente, ad avere un’opinione personale, in pratica a darsi essi stessi un valore. Sciolti da qualsiasi schema mentale e liberati da classificazioni e gerarchie di ordine sociale, pare gli bruci la terra sotto ai piedi. Preferisono l’imbonitore di turno, perché il gioco lo conoscono e sanno che pagandolo non avranno grattacapi, né l’onere di stabilire da soli il da farsi su questioni che li riguardano dal punto di vista personale e sociale. 

Manuela.
                                                                               


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