Lo
stipendio dei politici, i privilegi della casta sono un bersaglio facile contro
cui scagliarsi. Le auto blu hanno tenuto banco per mesi, come se
rappresentassero tutto il male, esse sono divenute l’emblema della corruzione. Forse
si è scelta la strada più facile e indolore per non indagare i meccanismi e le
complicità che sono alla base di una pessima gestione della cosa pubblica. In
sostanza, nello scambio tra elettori e rappresentanti cosa c’è, che sia
soltanto mero opportunismo?. Non è una domanda retorica e, ragionando con buon
senso, anche l’opportunismo in politica non dovrebbe essere il male assoluto,
poiché dipende da ciò che i rappresentanti e gli elettori ritengono opportuno. In
genere, durante le elezioni il tizio e il caio promettono di darsi da fare per
migliorare ogni aspetto della vita pubblica. Dal lavoro, alle infrastrutture,
dall’istruzione all’ammodernamento dei settori della produttività, quindi del
lavoro, le parole che risuonano con maggior frequenza sono importanti. Invariabilmente,
spesso rimangono solo parole. Allora, viene da pensare che i cittadini/e
abbiano bisogno di questo, di un interesse di facciata e che sotto sotto siano
consapevoli del fatto che si tratta di propaganda, magari seguita da qualche
miglioria pressoché irrilevante apportata qua e là, giusto per salvare le
apparenze. In un tacito accordo, eletti ed elettori si scambiano gli uni la dispensa
dalle proprie responsabilità, gli altri la brama di potere. Ciò che,
successivamente, a elezioni fatte si redistribuisce è il potere stesso. Ai
cittadini/e tocca quello riflesso dei loro rappresentanti e tutti sembrano
esserne contenti. Quando però si prova a dare valore ai raggirati, ma
conniventi, mettendo in evidenza ciò che fanno e ciò che sono, quest’ultimi si
ribellano, come se li si chiamasse a decidere consapevolmente, ad avere
un’opinione personale, in pratica a darsi essi stessi un valore. Sciolti da
qualsiasi schema mentale e liberati da classificazioni e gerarchie di ordine
sociale, pare gli bruci la terra sotto ai piedi. Preferisono l’imbonitore di
turno, perché il gioco lo conoscono e sanno che pagandolo non avranno
grattacapi, né l’onere di stabilire da soli il da farsi su questioni che li
riguardano dal punto di vista personale e sociale.
Manuela.
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