domenica 10 agosto 2014

Sguardi sul mondo

Vivo la mia vita, bella, bella, arriva uno e scombina i piani. È l’amore, mi dico, è l’irrazionalità dell’amore. Sì, l’amore lo riconosco, so che l’irrazionalità dell’amore non è pazzia. Invece non riconosco gli effetti non riconducibili in alcun modo alla causa, poichè determinati dalla miriade di opinioni e giudizi sull’argomento. Tutti giustificabilissimi, a detta di chi indossa un paio di lenti deformanti e non lo sa. Certo, farglielo sapere è un’impresa in cui altri hanno fallito. Io ci riprovo, senza pretese, innanzitutto togliendo le lenti dal mio naso, per non fare come quello che predica bene e razzola male.

Lui e il suo lavoro. Sappiamo quasi tutte che il lavoro dell’uomo è più importante di quello della donna. Il fatto strano è che ogni volta incontro l’unico lavoratore del paese. Ha sulle spalle le sorti dell’Italia ed è talmente indaffarato da accollarmi le paturnie che non sa gestire, perché pensa che così deve essere. Io le rispedisco al mittente, osando aggiungere dosi di sincerità e d’amore disarmanti, perciò dopo un po’ piovono critiche: non va bene questo, non va bene quello. Dunque, fatemi capire, non importa che sono in gamba, intelligente, comprensiva, arguta, cioè non devo essere più in gamba, intelligente, loquace e arguta di lui. Ah, ecco, non devo parlare ed amare come dico io. ‘La questione è semplice’, direbbe l’uomo della strada, ‘gli serve una che gli fa i pompini come dice lui’, tu non vai bene. In effetti non ci mette molto trovare una che fa al caso suo, ma non ammetterebbe mai che le cose stanno così. Comunque, l’opinione dell’uomo della strada per quanto sia acuta, non coglie il nocciolo della faccenda che secondo me è la guerra, ovvero la visione del mondo improntata sulla dominazione, in cui le categorie ammesse ad esistere sono quelle dei dominatori e dei dominati. Mi ritengo fortunata ad essere nata sotto una buona stella, immune da smanie di dominio e ribelle a qualsiasi tentativo di sopraffazione. Per questo credo che i maschietti si facciano disonesti d’un colpo. Essendo deboli con i potenti e prepotenti con i cosiddetti deboli, insomma dei vili, non tollerano la potenza espressa in termini di amore. Al contrario, la mentalità guerriera e quindi maschia gli rende molto. Alle donne affiliate rende approvazione e consensi, in quel senso va intesa l’affermazione dell’uomo della strada e rappresenta l’ennesimo servigio offerto alla causa per la salvaguardia della cultura dello sfruttamento.

Da tempo mi chiedo con estrema perplessità come sia possibile che in Italia c’è gente che dà retta a un cretino che chiacchiera e che quest’ultimo possa rovinare la vita personale e sociale di una donna. Mica gli viene in mente che si tratta di un pallone gonfiato e da sgonfiare. La risposta più plausibile sono gli occhialetti deformanti, cioè la cultura e le consuetudini divenute normalità che, però, di normale e naturale non hanno nulla. Insomma, è come la storia della guerra, perché, se l’aggressività espressa attraverso la sopraffazione fosse naturale, non avremmo imparato niente né creato nulla, giacchè per imparare, pensare e trasmettere conoscenza ci vuole di vivere in pace. 

Manuela Grillo Spina.

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