In base a quale
logica il fatto di indossare la gonna autorizza lo sguardo maschile a vagare
insolente oltre le intenzioni reali della persona dentro la gonna?. Questo se lo
sono chiesto tante donne. E secondo quale criterio le responsabilità dei comportamenti
villani sarebbero della stessa donna dentro la gonna?. Giudizi e pregiudizi,
ecco gli ingredienti collaudati, utili a trattenere le femmine per la maglia.
Aglio, fravaglio... Cambiamo ricetta, va’.
Donne offerte agli sguardi degli uomini come l’ostia al Signore: 'Brave,
buone e belle’, commentano gli uomini. Però gridano allo scandalo quando le cosce non sono pezzi di carne, bensì parti di un unico
corpo, non esposte per piacere ad altri. Insomma, quando sono le mie. La
differenza la sentono, quindi non va bene e la questione diventa scandalosa.
Dichiarate che il corpo è vostro, sarete disapprovate. Provare per credere.
‘Sei troppo… Troppo, insomma. Capito?’
e fa prendere aria al petto con la mano. Quante volte mi è stato detto dagli
uomini che sono troppo. ‘Troppo che vuol dire?’, ho risposto. ‘Troppo!’, dovevo
capire… Invece di introiettare le ragioni degli altri ho pensato all’eccedenza
tra me e me. Da dove arriva?. Emotività, vivacità, aspettative, farfalle nel
petto, volontà di esprimersi, tutto insieme dà fastidio e quella mano a
ventaglio che significa?. Mica ho il termostato delle emozioni!. ‘Sei
complicata!’, annovero anche questo giudizio, l’hanno pronunciato con la bocca
larga e una smorfia sul ‘cataaaa’. Stavolta senza ‘troppo’, poiché la
complicatezza femminile è un difetto di per sé, non c’è bisogno di
quantificarla, mentre il fatto di essere abili millantatori, caratteristica
altrettanto non quantificabile, in genere la negano con molta furbizia.
Comunque, le chiacchiere stanno a zero giacchè penso quello che voglio. Ho
concluso che il troppo non è quello che mi appartiene. I disagi, le
idiosincrasie altrui, quello è troppo e mica me lo devo accollare per forza. A
ciascuno il suo bagaglio.
In base alla logica balorda
qualora volessi sposarmi dovrei fare due conti e dare un valore di mercato ai
pezzi di corpo. Quelli delle bambole, per esempio, l’importante è che siano
esposti in vetrina e soprattutto non ipotecati, ovvero falsamente intonsi.
Vecchia storia si dirà. Eh sì, nel mercato del matrimonio è così. Protesto: ‘A me
il mercato non interessa!.’ ‘Male, molto male’, m’è stato risposto, ‘dovresti
metterti in testa che contano soltanto le caratteristiche esprimibili
attraverso una grandezza, se no non valgono. Per esempio: troppo, poco,
piccola, grande. Altrimenti come facciamo
a controllarti?.’ ‘Infatti, non controllatemi, in testa mi ci metto
quello che mi pare’, ho detto. Eppure niente, non hanno capito. E allora: 'aglio, fravaglio,
fattura ca nun quaglia, corna, bicorna, capa r’alice e capa r’aglio'. Gli esperti dicono che per essere efficace l'incantesimo deve essere accompagnato da sputacchiatine e gesti di corna.
Manuela Grillo Spina.

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